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Le mondine e la coltivazione del riso in Italia

La coltivazione del riso in Italia fu introdotta, nel tardo Medioevo, in Piemonte, per poi progressivamente espandersi in tutte le pianure vercellesi e novaresi, attraverso opere di canalizzazione idraulica. Nell’Ottocento le mondine divennero la vera e propria forza trainante delle risaie. Queste instancabili lavoratrici stagionali prestavano la loro manodopera nelle risaie, prima della meccanizzazione dei lavori agricoli. 

Esse affluivano dai villaggi circostanti alle campagne piemontesi, non solo per effettuare il trapianto delle piantine del riso, ma anche e soprattutto per eseguire la cosiddetta monda, cioè l'estirpazione delle erbe infestanti, durante il periodo dell’allagamento nei campi, praticata dalla fine di aprile sino agli inizi di giugno.

Le mondine. Dai campi del riso alle opere letterarie e cinematografiche

Sebbene la condizione di lavoro di queste donne, che per 40 giorni lasciavano la famiglia per dedicarsi per 8 ore al giorno al lavoro della monda, era piuttosto faticosa, è pur vero che la vita che le attendeva tra le mura domestiche non era da meno, esse provenivano infatti da realtà economiche e sociali disagiate, spesso insostenibili.
Le mondine arrivavano prevalentemente da Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, e con la loro instancabile energia e con i loro canti popolari intonati per rendere più leggero il lavoro, divennero i soggetti principali di svariati documenti storici, nonché di opere letterarie e cinematografiche (come "Riso amaro" e "La risaia"), conquistando un posto speciale nell'immaginario collettivo di tutti gli italiani.

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L'abbigliamento della mondina

Per poter svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile, le mondine adottarono non soltanto un determinato metodo di lavoro, fatto di movimenti precisi e ripetitivi, ma anche uno specifico abbigliamento, che permetteva loro di stare con i piedi immersi nell'acqua senza però inzupparsi i vestiti. L'abbigliamento delle mondine consisteva in un cappello in paglia dalle falde larghe e da un fazzoletto annodato sotto al mento o avvolto attorno al collo, per proteggersi da eventuali punture di zanzare particolarmente presenti nelle risaie, così come dai raggi del sole, lunghe calze realizzate in cotone e ampie gonne tirate sopra al ginocchio, più tardi sostituite da calzoncini corti arrotolati sulle cosce.

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