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Con il mese di febbraio 2018 si compie un altro passo avanti nel cammino di trasparenza sulle informazioni ai consumatori circa l’origine di molti alimenti, tra cui rientra anche il riso. A rendere nota l’approvazione del provvedimento che prevede l’obbligo di indicare sull’etichetta la provenienza dei prodotti è Coldiretti che ha annunciato che la Commissione Europea ha finalmente avviato, attraverso una consultazione pubblica, le modalità di indicazione di origine nelle etichette, come previsto dal regolamento europeo n.1169/2011 sulle informazioni ai consumatori, già in vigore dal dicembre 2013.

Trasparenza: a chiederla sono gli Italiani

Attraverso gli ultimi dati emersi dalla sopracitata consultazione pubblica inerente alla trasparenza delle informazioni riportate in etichetta, è emerso chiaramente che oltre l'85% degli italiani considera importante conoscere l'origine degli alimenti, per garantire il rispetto e il controllo degli standard di sicurezza.

Cosa prevede il decreto Riso

Le etichette più trasparenti includeranno anche l'origine del riso, con l'obiettivo principale di dare maggiori informazioni ai consumatori, rafforzando e tutelando i produttori MADE IN ITALY. Le indicazioni sull'origine del riso, secondo quanto riportato dal sito ufficiale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dovranno essere riportate sulla confezione del prodotto in un punto visibile e nello stesso campo visivo, chiaramente leggibili ed indelebili. Questo attesissimo provvedimento prevede l'indicazione etichetta di:

  • Paese di coltivazione: nome del Paese in cui il riso viene coltivato
  • Paese di lavorazione: nome del Paese dove è stata effettuata la lavorazione e/o trasformazione del risone
  • Paese di confezionamento

Nell'eventualità in cui le tre fasi avvengano nello stesso Paese sarà possibile utilizzare la dicitura unica "Origine del riso: Italia". Se queste fasi dovessero invece essere divise nei territori di Paesi diversi si potranno utilizzare, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:

  • Paesi UE
  • Paesi non UE
  • Paesi UE e non UE

La nuova etichettatura mette dunque fine alla truffa dei prodotti importati e spacciati per nazionali, situazione piuttosto comune, considerando che 1 pacco di pasta su 3 è fatto con grano straniero, come pure 1 pacco di riso su 4. L'etichetta di origine permette poi di valorizzare il MADE IN ITALY dai campi alla trasformazione industriale, oltre a consentire e garantire, con la corretta informazione, scelte di acquisto più consapevoli da parte dei consumatori.

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