La coltivazione del riso


Livellatura del terreno

Le attività iniziano nel mese Marzo quando i terreni, dopo essere arati, vengono livellati. In passato si allagava il campo e si usava il pelo dell'acqua come livello: si asportava il terreno che eccedeva e si colmavano eventuali buchi. Oggi questa è un'operazione che avviene con l'ausilio di tecnologie avanzate. Infatti si usa una ruspa guidata da un raggio laser che permette di ottenere un dislivello massimo di 0,5 cm ogni 500 metri.

Una livellatura perfetta è fondamentale in modo che quando le pianticelle di riso germinano, affiorino dall'acqua tutte allo stesso modo, altrimenti qualcuna marcirebbe, mentre altre si seccherebbero.

Semina e proprietà dell'acqua

semina x

Circa un mese dopo, è il momento della semina. Esistono due tecniche per seminare il riso. Una a secco, ovvero sul terreno asciutto, e prevede una semina a filari, come per il grano.

Con la tecnica della semina in asciutto si hanno alcuni vataggi: si ha uno spargimento del seme in campo più uniforme e regolare, non si verifica la formazione delle alghe che in alcuni casi impediscono lo sviluppo delle piantine di riso soffocandole inoltre non si ha proliferazione di chironomi, insetti muovono continuamente il chicco impedendone la radicalizzazione e di conseguenza non c'è bisogno di trattare il campo con insetticidi per neutralizare questo tipo di insetti. Quando la piantina è nata (cm 6/8) si procede all'allagamento del campo.

Un secondo metodo, quello oggi più usato, prevede invece la semina a spaglio, che può essere effettuata sia a mano che a macchina, comunque sempre sul terreno già allagato. Per ottenere una copertura ottimale dell'area di semina si utilizza la guida del navigatore satellitare (GPS) montato sul mezzo agricolo, sarebbe altrimenti impossibile seguire la giusta direzione in una risaia allagata. La scelta di uno o dell'altro metodo viene fatta a seconda del terreno da seminare: nei terreni sabbiosi, poco compatti, la semina con la risaia allagata creerebbe non poche difficoltà alle piantine nel rimanere ancorate a terra in condizioni ventose; pertanto questa tecnica si usa su terreni forti.

Per la coltivazione del riso è necessaria una grande quantità di acqua il cui livello nelle risaie deve essere continuamente corretto regolando le chiuse: diminuito nei periodi piovosi e aumentato in quelli più secchi. Il riso infatti è una pianta acquatica e quindi il terreno allagato è un elemento indispensabile perché possa crescere e vivere. La funzioni principali dell'acqua sono quelle di attenuare gli sbalzi della temperatura e di controllare le erbe infestanti che vengono eliminate per soffocamento, aumentando o riducendo il livello dell'acqua a seconda delle necessità. Quello delle erbe infestanti è uno dei problemi maggiori nella coltivazione del riso, infatti bisogna eliminarle durante la crescita delle piantine, perché altrimenti ruberebbero nutrimento al terreno e creerebbero problemi al riso. Una volta anche questo compito era affidato alle mondine; il loro nome deriva proprio da questa operazione, la "monda", da qui il termine "mondine". Poi l'epoca delle mondine è finita e queste sono state sostituite dai diserbanti. Negli anni in questo ambito si sono fatti passi da gigante, negli anni '60 infatti si è fatto un uso abbastanza indiscriminato dei diserbanti. Oggi invece si sta molto attenti e con le quantità che si usano, circa 600 volte meno, e la minore tossicità dei prodotti utilizzati, non c'è alcun pericolo di residui nel riso.  

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